Che cos'è l'intuizione?
(per un approccio agli studi di Herbert Simon)
Immaginate di entrare nello studio di un dottore: egli vi visita, voi gli
raccontate qualcosa ed egli esclama: "Chiaro!". E se ne esce con il
nome scientifico della malattia che vi affligge. Se siete fortunati, vi
dirà anche cosa fare per stare meglio. Questa è la sua
competenza. Ma notate che, descritta in questo modo, sembra trattarsi piuttosto
di "intuizione".
Che cos'è l'intuizione? Supponiamo che poniate un problema a qualcuno, e
che questo lo risolva molto rapidamente. Voi allora gli chiedete: "Come
hai fatto a trovare la risposta?" e lui spiega: "Ho avuto
un'intuizione! Mi è venuta subito in mente."
L'intuizione, stando a quanto abbiamo appreso or ora, è semplicemente
una forma di riconoscimento, ossia la capacità di riconoscere,
nell'ambiente, indizi familiari che non sono, però, percepibili da chi
non si è costruito quel grande sapere enciclopedico, indicizzato
attraverso lo studio e l'esperienza. Dunque, noi oggi pensiamo che la
competenza, non solo quella relativa a materie molto strutturate che richiedono
analisi, ma anche la competenza che procede per salti intuitivi, possa essere
spiegata in questi termini, e per questo siamo in grado di scrivere programmi
informatici capaci di intuizione.
Come mai l'esperto non può spiegare come arriva alla risposta? Nel caso
di un processo di riconoscimento, voi siete in grado di dire che cosa avete
riconosciuto, ma non potete rendere conto dettagliatamente degli indizi che
avete utilizzato. Un vostro amico avanza verso di voi e voi lo salutate:
"Ciao Fred!". Se qualcuno, però, vi chiede: "Come facevi
a sapere che era Fred?", non c'è modo di rispondere onestamente,
poiché semplicemente non ne siete coscienti. Accadono moltissime cose al
di fuori fuori dal controllo della coscienza. Vi sono certi indizi che voi
vedete, questi indizi vengono classificati dall'indice di cui parlavamo prima,
e alla fine arrivate a "Fred", il nome della persona che si trova
davanti a voi. Ciò non significa che voi sapreste descrivere Fred
abbastanza bene da consentire a qualcun altro di riconoscerlo. Quindi
l'intuizione arriva, di fatto, quando il risultato ci sembra già certo,
sebbene non abbiamo alcuna consapevolezza di tutti i passaggi attraverso i
quali la nostra mente è passata per arrivare a tale risultato.
Che cos'è il talento?
Che cos'è il talento? Ecco che ancora una volta si pone la questione se
siamo nati tutti uguali, oppure se alcuni di noi nascano con delle attitudini
particolari. Non è affatto chiaro. E' probabile che ...
Facciamo un esempio estremo: per avere talento nel basket, è utile
essere alti almeno 1,85 m, altrimenti non avrete delle grandi
possibilità (c'è qualche rara eccezione).
Evidentemente vi è, dunque, una componente innata del talento. Ma gran
parte di ciò che viene chiamato "talento" consiste, in
realtà, nella motivazione che spinge all'esercizio. L'idea che uno sia
nato per fare il musicista, un altro per fare lo scienziato e un terzo per fare
qualcos'altro si fonda su basi molto deboli.
Herbert A. Simon (1916 - 2001)
Herbert Simon nasce nel 1916 a Milwaukee, in Wisconsin, da padre tedesco,
emigrato negli Stati Uniti all'inizio del secolo. Inizia la sua carriera
accademica conseguendo un Ph.D. in economia all'università di Chicago
nel 1943. Oltre a essere un economista, è stato uno studioso di scienze
politiche, un esperto di scienze dell'informazione e uno psicologo. Ha passato
gran parte della sua carriera accademica alla Carnegie Mellon University di
Pittsburgh, dove ha iniziato come professore di Management ed ha terminato la
carriera come professore di scienze dell'informazione e di psicologia. Nel 1978
ha ricevuto il premio Nobel per l'economia.
Il filo di congiunzione tra tutte le ricerche della sua lunga e variegata
carriera è stato l'interesse per i processi decisionali e di risoluzione
di problemi nell'uomo. Herbert Simon ha cominciato studiando i processi
decisionali nel contesto amministrativo, sociale e politico. Dalle sue
osservazioni ha inventato e sviluppato la teoria della "razionalità
limitata", che rimette in discussione la teoria economica tradizionale,
secondo la quale i soggetti economici prendono decisioni in modo
"ottimale". Per questo studio gli è stato conferito il premio
Nobel.
Autentico pensatore universale, è stato tra i primi a comprendere che i
computer possono essere utilizzati per simulare i processi di pensiero umano.
Il 15 dicembre del 1955, insieme ad Allen Newell e a Cliff Shaw, ha intuito
come scrivere un programma informatico che permettesse a un computer di
risolvere un problema in modo simile a come l'avrebbe fatto un essere umano.
Era nata l'intelligenza artificiale. Le analogie e le differenze fra
l'intelligenza dei computer e quella umana sono spiegate nella presentazione
"L'uomo contro la macchina".
Gli studi di Simon hanno rivoluzionato i fondamenti della psicologia cognitiva.
Essi sono all'origine di un nuovo modo di simulare ciò che accade nella
mente dell'uomo: si tratta della cosiddetta "rivoluzione cognitiva".
Simon ha, peraltro, dedicato buona parte della sua vita allo studio e alla
simulazione di molti fenomeni cognitivi diversi, tra cui la risoluzione di
problemi, la memoria, l'apprendimento, il ragionamento dell'esperto e del
principiante, e il ragionamento e la creatività scientifici.
Un'introduzione alla psicologia della risoluzione di problemi e alla natura
dell'expertise si trova nella presentazione "Il problema e
l'esperto".

