Alternanza scuola-lavoro: che cos'è?

L'alternanza come metodologia didattica


L'alternanza scuola lavoro è una "modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall'istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro". Questa metodologia entra nel sistema educativo italiano con la cosiddetta riforma Moratti (L. 53/2003) ed è successivamente disciplinata dal decreto legislativo 77/2005 che la presenta come una metodologia didattica attivata su richiesta di formazione da parte dello studente.

L'alternanza scuola lavoro si fonda inoltre sull'intreccio tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio, le personali esigenze formative degli studenti. 
 

Nel sistema trentino, l'alternanza scuola lavoro è ripresa nella Legge provinciale sulla scuola n. 5 del 2006 che "nell'ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione (...) individua modalità per la promozione e la valorizzazione dell'apprendimento in alternanza tra scuola e lavoro, in relazione ai bisogni individuali di istruzione e formazione dei giovani, sviluppando l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro". 
 

Il nuovo impianto dell'alternanza scuola lavoro è contenuto ora nella cosiddetta Legge sulla Buona scuola (L.107/2015). Tale metodologia diventa parte integrante del curriculum scolastico e pertanto obbligatoria. Infatti, i percorsi di alternanza vengono inseriti nei piani triennali dell'offerta formativa per una durata complessiva, di almeno 400 ore nell'ultimo triennio nell'istruzione tecnica e professionale, e di almeno 200 ore nell'ultimo triennio dei licei.
L'alternanza si articola in periodi di formazione in aula e periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, utilizzando metodologie e pratiche didattiche che valorizzano stili di apprendimento anche di tipo induttivo. Si può realizzare attraverso diverse attività tra cui, a titolo d'esempio:

  • Visite aziendali guidate;
  • Testimonianze da parte dei diversi soggetti dell'impresa;
  • Tirocini curriculari;
  • Impresa formativa simulata;
  • Impresa didattica;
  • Progetti realizzati su commissione da parte delle imprese pubbliche o private;
  • Preparazione e accompagnamento al tirocinio;
  • Project work;
  • Elaborazione delle esperienze maturate.
     

Pertanto, il tirocinio curriculare costituisce il periodo di apprendimento che lo studente trascorre in un contesto lavorativo, ovvero la fase "pratica" di un percorso di alternanza svolta presso una struttura ospitante. Conseguentemente il tirocinio curriculare non può essere identificato con l'alternanza tout court, che include anche altre esperienze ed attività realizzate dalla scuola.

 

Che cos'è

 

A cosa serve?

 

Da dove partiamo?


 
Data pubblicazione:

29/02/2016

Data ultima modifica:

19/05/2016