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Libri e pubblicazioni
Nel paese dei mostri selvaggiAutore: Maurice SENDAK;traduzione di Antonio PORTA
Un libro che, alla sua prima uscita presso le gloriose edizioni Emme, fece epoca, ormai ritenuto prezioso quanto introvabile oggetto di collezionismo, inaspettatamente, per una non si sa quale felice contingenza, torna ad essere disponibile sul mercato italiano con intatta tutta la sua carica di dirompente innovatività creativa. E' il capolavoro dell'illustratore polacco americanizzato Maurice Sendak, celebrato a livello internazionale, cui la Fiera del libro per ragazzi di Bologna dedicò anni orsono una mostra antologica entro la suggestiva cornice del suo mondo fantastico ricostruito a grandezza naturale. Lo stile classico di un segno che pare tracciato a bulino, tipico di Sendak, si sposa in quest'opera ad una fantasia irrefrenabile che, ricreando la semplice storia di una sera di un bambino "cattivo", sconfina nel sogno e nel mostruoso, scandagliando i recessi onirici e psicologici della personalità infantile. Dopo averne combinate di tutte i colori, Max - questo il nome del bambino - è mandato a letto senza cena da una mamma arrabbiatissima che lo apostrofa "mostro selvaggio". Nella solitudine della camera cresce a poco a poco una foresta affacciata su di un mare nel quale Max prende il largo con la sua barchetta e naviga per mesi e mesi, approdando infine, dopo un anno o poco più, nel paese dei mostri selvaggi. I mostri sono rappresentati da Sendak con la massima espressività possibile a renderne la ripugnante e brutale ferocia: le loro raffigurazioni sono entrate nella storia dell'illustrazione, tanto da essere state imitate infinite volte e, cosa ancora più interessante, da essere divenute in taluni casi oggetto di vere e proprie "citazioni" da parte di altri autori, in una sorta di omaggio al Maestro. Nonostante l'aspetto terribile, i gialli occhi prominenti e roteanti, i denti digrignanti e gli accuminati artigli che essi sfoderano come armi, i mostri di Sendak sono, però, solo in apparenza così tremendi: Max riesce ad avere la meglio su di loro e a domarli con il semplice trucco di fissarli senza paura negli occhi. Eletto, a furor di mostri, il mostro di gran lunga più selvaggio e portato in trionfo come re, Max indice la "ridda selvaggia" nella quale, con danze e urla selvagge rivolte alla luna, dà sfogo innocuamente insieme ai mostri a tutta l'aggressività e frustrazione accumulate quella sera. Poi, però, si stanca del gioco e, sentendosi solo e con il desiderio di essere in un posto dove qualcuno lo ami e odorando tutt'intorno un profumino di cose buone (la cena lasciatagli dalla mamma), decide di ritornare a casa. Dopo avere neutralizzato gli orrendi compagni d'avventura, che ormai gli volevano così bene da desiderare di sbranarlo, e avere navigato "indietro per un anno o poco più e in lungo e in largo per un mese e per un giorno intiero", Max si ritrova infine nella sua cameretta dove c'è ad aspettarlo la cena ancora calda. Un libro di rara bellezza che colpisce nel profondo i piccoli lettori, tanto più se mediato sapientemente dell'adulto il quale non rinuncerà a farne emergere ed utilizzarne la potenza immaginifica e liberatoria. |
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