Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia

Premessa: La scuola dell'infanzia nella realtà trentina


La scuola dell'infanzia rappresenta uno dei segni più incisivi dell'attenzione di una comunità sociale per l'educazione delle nuove generazioni. 
Nel Trentino, il sistema delle scuole dell'infanzia è connotato, sul piano istituzionale, da un effettivo pluralismo e da una reale autonomia. L'organizzazione della scuola, infatti, delineata con una forte carica innovativa dalla Legge Provinciale n. 13 del 21 marzo 1977 e modificata dalla Legge Provinciale n. 34 del 15 novembre 1988, prevede e riconosce due sottosistemi di scuole: quelle provinciali, gestite in concorso tra Provincia e Comuni, e quelle equiparate, gestite da Enti ed Associazioni diversi dalla Provincia. 
Questo comune impegno ha favorito il consolidarsi di un'ampia coscienza partecipativa e di una sentita condivisione delle finalità educative delle scuole dell'infanzia, la cui ricchezza e specificità - in termini istituzionali, pedagogici e culturali - dà ragione del fatto che nel Trentino esse sono parte integrante del più comprensivo 'progetto-scuola' nel quadro del quale trova collocazione anche l'emanazione, secondo il dettato dell'art. 1 della già citata Legge Provinciale n. 34/1988, degli Orientamenti dell'attività educativa delle scuole dell'infanzia nella Provincia di Trento. 
In Trentino si registrano alcuni tratti di specificità socio-culturale: diffusa coscienza del valore dell'autonomia e delle responsabilità di ciascuno nella vita sociale, natura comunitaria della collettività, senso di municipalità nei piccoli centri, attivazione per rispondere ai problemi collettivi, cooperazione, volontariato, istituzione di scuole autonome per l'infanzia, sviluppo di forme di solidarismo organizzato. La stessa graduale incorporazione di modelli culturali provenienti da realtà sociali più ampie (nazionali, europee, mondiali) convive con la caratteristica affermazione di identità transnazionali, incentivata, oltre che dalla prossimità al confine e dalle tradizioni storiche, anche dai gruppi linguistici Ladini, Mocheni e Cimbri interessati a salvaguardare le proprie tradizioni culturali e sociali. La consapevolezza di tali gruppi linguistici di rappresentare un tratto originale all'interno della Provincia, ha preso contorni via via più netti fino a trasformarsi nella sempre più diffusa tendenza a non rinunciare, pur nel raccordo con la cultura trentina, italiana ed europea, alla propria specificità. Non vanno dimenticati, infine, l'azione dei mezzi di comunicazione di massa, l'integrazione nell'economia europea e mondiale ed i recenti processi di immigrazione, che hanno introdotto identità ed appartenenze culturali e religiose diverse da quelle proprie della civiltà europea. 
Per quanto riguarda la specificità della condizione dell'infanzia nel Trentino, va riconosciuto che i bambini e le bambine vivono in un mondo sicuramente modernizzato benché lontano dagli eccessi dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione. In tale contesto appare attuabile un soddisfacente equilibrio tra modernità e tradizione, pur constatando la necessità che talune aree urbane rispondano in modo sempre più organizzato e sensibile alle esigenze dell'infanzia e, per talune aree rurali, il bisogno di ulteriore sostegno a favore della partecipazione sia via via più facilitato ai vantaggi della vita moderna. Su questo sfondo, assume particolare rilievo il rispetto per l'ambiente naturale. E' inoltre da tenere nel debito conto - per gli effetti di omologazione ad usi, costumi e modelli di vita diversi e di conseguente reazione ad essi - il fenomeno turistico. 
La Provincia Autonoma di Trento, in virtù della sua competenza primaria in materia di scuola dell'infanzia, ritiene quindi specificamente essenziale comporre in maniera armonica, tramite l'azione educativa della scuola dell'infanzia, la dimensione culturale locale e l'apertura al mondo. In questa prospettiva le scelte educative che essa indica sono: 
  
1. assicurare, rimovendo eventuali difficoltà, le condizioni affinché tutti i bambini e le bambine giungano a svolgere le proprie potenzialità, capacità e competenze cognitive, relazionali, affettive, espressive e sociali, condizione essenziale per l'ingresso nella vita attiva e responsabile di una società democratica;
  
2. promuovere, il confronto e il dialogo con altri sistemi di senso, con credenze religiose diverse e con nuove espressioni di significato per favorire l'accostamento ai valori umanistico-cristiani intrinseci alla cultura occidentale ed in particolare a quella trentina;
  
3. recuperare e potenziare il valore dell'impegno e del senso di responsabilità;
  
4. sviluppare i valori della solidarietà, della cooperazione, dell'impegno volontario, della comprensione e dell'accoglienza dell'altro e del diverso;
  
5. valorizzare le differenze socio-culturali in quanto segno della pluralità con la quale gli stessi valori possono essere interpretati e vissuti nel tempo, nello spazio e nei diversi gruppi sociali;
  
6. potenziare la valorizzazione dell'identità dei gruppi linguistici e delle culture locali attraverso percorsi educativo-didattici ideati e strutturati avvalendosi in particolare anche delle risorse offerte dall'Istituto Culturale Ladino e dall'Istituto Culturale Mocheno Cimbro.


 
Data pubblicazione:

02/09/2010

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