Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia

Presentazione


Approvazione degli orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia
Decreto del presidente della giunta provinciale 15 marzo 1995, n. 5-19/Leg
(ultimo testo vigente)
 

Presentazione

Sulla base della competenza esclusiva di emanare norme in materia di scuola materna, riconosciuta alla Provincia Autonoma di Trento dallo Statuto speciale per il Trentino - Alto Adige e al fine di dare attuazione all'articolo 1 della legge provinciale 15 novembre 1988, n. 34, con deliberazione n. 9876 dd. 2 agosto 1991, la Giunta provinciale costituiva presso il Servizio Scuola Materna, una Commissione di studio, con l'incarico di elaborare una proposta organica per l'adozione degli Orientamenti dell'attività educativa della scuola materna.
La Commissione, dopo un approfondito lavoro di studio e di analisi delle complesse problematiche, condotto per oltre un anno anche attraverso un articolato lavoro per sottocommissioni ed un costruttivo confronto tra tutti i vari componenti, consegnava, nel gennaio 1993, alla Giunta provinciale una serie organica di documenti di lavoro.
Su tali documenti si apriva una prima fase di consultazione e di dibattito che vedeva coinvolti, oltre alle scuole ed agli organi scolastici, numerosi soggetti comunque interessati alla tematica.
La consultazione si chiudeva con la produzione di una notevole quantità di osservazioni che venivano sottoposte all'attenzione della Commissione di studio la quale, dopo un ampio dibattito, evidenziava i nodi problematici emersi nella fase di consultazione e forniva adeguate indicazioni al fine di pervenire alla redazione della proposta definitiva.
La Giunta provinciale, acquisito tutto il materiale elaborato, in data 8 ottobre 1993, con deliberazione n. 13982, costituiva un sottogruppo della Commissione suddetta, formato da quattro docenti universitari, con il compito di effettuare una sintesi tecnica dei documenti di lavoro prodotti dalla Commissione medesima, tenuto conto, altresì, delle osservazioni pervenute nonché delle valutazioni espresse dalla più volte citata Commissione.
Il sottogruppo di esperti ha assolto al proprio mandato ed ha consegnato alla Giunta provinciale, nel novembre 1993, la sintesi tecnica dei lavori della Commissione.
Tale sintesi è stata, quindi, oggetto di una ulteriore fase di consultazione delle varie componenti della scuola dell'infanzia trentina, che si è conclusa nei primi mesi dell'anno scolastico 1994/95.
Avvalendosi del materiale prodotto dalla Commissione di studio secondo la stesura finale redatta dal sottogruppo nominato con deliberazione n. 13982 dd. 8 ottobre 1993 e tenuto conto delle osservazioni e dei contributi pervenuti nelle due fasi di consultazione, la Giunta provinciale ha incaricato il Servizio Scuola Materna di predisporre una proposta definitiva degli Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia, che si caratterizza per i seguenti elementi qualificanti.
Un primo aspetto qualificante è rappresentato dalla definizione dei termini dai quali il progetto pedagogico-didattico si sviluppa.
Innanzitutto, la scuola dell'inf anzia è chiamata a valorizzare la personalità infantile promuovendo, in un clima di positiva socialità, il processo di sviluppo dell'identità personale, dell'autonomia e di acquisizione di competenze.
Questa prospettiva, oltre a definire la rilevanza e la specificità della scuola dell'infanzia, sottolinea la necessità che la medesima sia in uno stretto rapporto con la famiglia, con la comunità e con la pluralità di agenzie e occasioni educative in essa presenti.
Comunità vista come contesto in cui il bambino vive, interagisce e cresce, aperta all'incontro con realtà diverse e alla valorizzazione delle specificità che la caratterizzano.
Il testo inoltre propone un'idea di bambino attivo, coinvolto in attività di socializzazione, impegnato nello sviluppo di competenze, abilità e acquisizioni attraverso l'azione, l'esplorazione, la rielaborazione delle esperienze.
Il progetto pedagogico-didattico proprio della scuola dell'infanzia, nasce quindi dall'interazione dinamica tra bambino, scuola, famiglia, comunità e cultura, individua i fini e le finalità generali di questo grado scolastico, indica gli apprendimenti congruenti con l'età e con il contesto culturale di appartenenza, evidenzia i criteri metodologici e didattici dell'attività scolastica.
Gli Orientamenti prevedono tre ambiti di esperienza fondamentali: la comunicazione, l'azione e la conoscenza, l'identità personale e relazionale. Essi non vanno intesi come apprendimenti separati: costituiscono piuttosto il punto di equilibrio tra la valorizzazione della valenza di apprendimento che qualifica la scuola dell'infanzia e la necessità di attenta considerazione della natura delle esperienze del bambino e delle modalità attraverso le quali esse si sviluppano.
Si assiste ad una migliore individuazione degli apprendimenti rispetto agli orientamenti nazionali, dove la maggiore suddivisione dei campi di esperienza può veicolare un'immagine più frammentata degli apprendimenti stessi e del processo di sviluppo del bambino.
Risulta opportunamente evidenziata, all'interno dell'ambito dedicato alla comunicazione, l'attenzione per tutte le varie forme comunicative, comprese quelle che in tempi più recenti hanno registrato uno sviluppo significativo, destinato ad estendersi ulteriormente.
La parte riguardante l'azione e la conoscenza è caratterizzata dalla determinazione a convogliare ad unità ciò che a volte si tende a ripartire in esperienze e conoscenze disciplinari: questa impostazione, utilizzando le più avanzate acquisizioni della ricerca psicologica, rappresenta una risposta congrua con le dinamiche di sviluppo del bambino di scuola dell'infanzia.
Quanto all'ambito dell'identità personale e relazionale, le forme di relazione sia spontanee che organizzate, assumono grande importanza poiché, attraverso l'esperienza del rapporto con il diverso da sé, consentono la scoperta e la comprensione delle regole, favoriscono lo sviluppo delle capacità di assumersi responsabilità, stimolano l'organizzazione del proprio mondo affettivo, cognitivo e sociale.
Nel percorso della scoperta di sé attraverso la relazione con gli altri, trova naturale collocazione l'educazione religiosa quale risposta alla domanda di senso, ai grandi interrogativi e alle profonde sensazioni che sempre più distintamente affiorano alla coscienza del bambino.
Gli Orientamenti valorizzano questa prospettiva che, distinguendosi dalle finalità di adesione alla fede tipiche della catechesi, muove necessariamente dai tratti che caratterizzano il vissuto del bambino e promuove il confronto, la collaborazione, il rapporto con esperienze culturali e religiose diverse.
La terza parte è dedicata alle condizioni che rendono possibile la contestualizzazione e la concretizzazione delle indicazioni curricolari.
Innanzitutto alcuni aspetti significativi a sostegno dell'efficacia dell'azione educativo-didattica:

- la valorizzazione dell'attività ludica quale dimensione privilegiata del bambino per esplorare e conoscere;

- il riconoscimento dell'organizzazione degli spazi, dei tempi, dei materiali, quale risorsa rilevante in quanto utile a suggerire percorsi esperienziali e di apprendimento articolati e flessibili;

- la considerazione attenta per le problematiche relative all'integrazione dei bambini con handicap e svantaggi, considerazione che si manifesta sia nella prospettiva di lavorare con il bambino piuttosto che sul bambino sia nell'accogliere la diversità e la difficoltà come dimensioni esistenziali e occasione di maturazione per tutti, non come elemento di emarginazione;

- l'indicazione a considerare il bisogno di continuità come il percorso aderente ad una logica di sviluppo coerente, che valorizzi le competenze già acquisite e riconosca, nella diversità dei rispettivi ruoli e delle differenti funzioni, la specificità e la pari dignità di ciascuna scuola e di ciascuna agenzia formativa;

- la forte sottolineatura dell'importanza della valutazione quale condizione necessaria a sostenere il processo educativo attraverso il progressivo adeguamento alle aspettative espresse, alle dinamiche via via osservate e ai risultati accertati.

Il testo propone infine un'interpretazione innovativa della dimensione professionale degli operatori direttamente coinvolti in questo grado scolastico; negli Orientamenti l'attenzione è rivolta opportunamente a tutti gli operatori - coordinatori pedagogici insegnanti, personale ausiliario - nella convinzione che l'attività educativa sia il risultato non dell'apporto del singolo, quanto piuttosto del comune concorso di risorse, capacità e competenze.
L'insegnante, che rimane comunque il soggetto primario del progetto educativo-didattico della scuola, dispone così di un tessuto costituito da una fitta trama di rapporti e di reciproche incidenze affioranti dal corretto e impegnato esercizio delle professioni presenti nella scuola dell'infanzia.
Considerate le osservazioni pervenute in occasione delle due diverse fasi di verifica, è stata utilizzata altresì una forma espositiva semplice, lineare, agile, corrispondente alla funzione pedagogico-didattica degli orientamenti.
Gli Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia nella Provincia Autonoma di Trento, muovendo dai riferimenti normativi e dalla realtà del contesto socio-culturale, si caratterizzano per la decisa valenza pedagogica, concentrandosi in particolare sui fini del processo educativo e sulle modalità più adatte a rendere possibile il perseguimento dei medesimi.
Il testo costituisce uno strumento avanzato e innovativo per l'attività educativa nelle scuole dell'infanzia, in linea con gli indirizzi proposti dalla ricerca scientifica più aggiornata.
Il testo degli Orientamenti, dopo l'approvazione da parte della Giunta provinciale, è stato emanato con decreto del Presidente della Giunta provinciale n. 5-19/Leg. dd. 15 marzo 1995 ed entrerà in vigore con l'anno scolastico 1995/96.
L'adozione degli Orientamenti, che si configurano come momento innovativo per le scuole dell'infanzia del Trentino, comporta innanzitutto un itinerario di implementazione degli stessi nei contesti locali.
Tale itinerario prevede un riscontro di fattibilità indirizzato a esplorare il grado di consenso/dissenso, di vicinanza/distanza tra le pratiche professionali correnti ed i cambiamenti implicati dagli Orientamenti stessi attraverso:

- l'ideazione di progetti relativi ad attività didattiche ispirate agli orientamenti a titolo di prima approssimazione e realizzazione assistita;

- la socializzazione degli esiti della prima adozione degli Orientamenti, dei materiali prodotti e della loro valutazione.

Va prevista poi una fase consuntiva comprendente la stesura di un rapporto sulle indicazioni evidenziate nel percorso precedente.
L'introduzione degli Orientamenti prevede inoltre la stretta integrazione tra processi innovativi e attività formativa che, tenuto conto dell'autonomia dei sistemi delle scuole provinciali ed equiparate, potrà attuarsi come apprezzamento dell'idea di bambino, della concezione e dell'incisività della scuola dell'infanzia, delle strategie per il perseguimento dei fini e delle finalità proposte, della fondazione epistemologica e della struttura specifica dei saperi introdotti nel curricolo. Essa riguarderà anche l'operazionalizzazione delle indicazioni metodologiche offerte e la produzione di informazioni di ritorno.
Il diretto coinvolgimento degli insegnanti, degli operatori e di tutti i soggetti interessati è da considerare condizione necessaria, nei modi e nei termini previsti dal vigente ordinamento delle scuole dell'infanzia per la realizzazione degli intenti connessi agli orientamenti stessi.
In particolare sarà compito dei soggetti quali Comitati di gestione, Collegi del personale, Enti Gestori di adottare conseguenti determinazioni al fine di attuare nelle realtà scolastiche il testo degli orientamenti con particolare attenzione per le esigenze specifiche delle singole scuole.
Le scuole equiparate potranno assumere specifici progetti pedagogico didattici anche integrando gli Orientamenti, per adeguarli al miglior conseguimento degli obiettivi generali e delle finalità.
I Comitati di gestione delle scuole equiparate definiranno gli indirizzi delle attività educative nell'ambito dei suddetti progetti, in aderenza alle particolari esigenze della comunità.
I Comitati di gestione delle scuole provinciali definiranno gli Orientamenti dell'attività educativa della scuola dell'infanzia adottando quelli emanati ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 34/1988 con le integrazioni eventualmente ritenute necessarie per adeguarli alle particolari esigenze della comunità e per il miglior conseguimento degli obiettivi generali.

 

L'ASSESSORE

all'Istruzione e Formazione Professionale

prof. Luigi Panizza
20 giugno 1995


 
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