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Studiare proficuamente in gruppo. Un'utopia?
Il cooperative learning è una filosofia educativa oltre che essere un metodo didattico Leggi qui a fianco e clicca qui |
Prova a rispondere alle domande qui di seguito. Hai l’impressione che i tuoi alunni sembrino demotivati al lavoro scolastico e alla scuola in generale? Ti piacerebbe far lavorare gli alunni in gruppo ma hai la sensazione che alla fine non sai bene se servono e come valutare i risultati? Hai una classe eterogenea per capacità, conoscenze, provenienza geografica? Vorresti differenziare l’offerta didattica? Ti chiedi come sia possibile conciliare gli aspetti cognitivi e quelli sociali? Ti accorgi che ogni anno che passa gli studenti sembrano sempre peggio, dal punto di vista comportamentale? In queste pagine, secondo la mia idea, vorrei inserire alcune notizie sul Cooperative Learning. Il mio obiettivo non è garantire una preparazione approfondita, ma solo incuriosire altri colleghi di ogni ordine e grado. Ci sono, infatti, molti corsi di aggiornamento organizzati da vari Enti (sia pubblici che privati) come l’IPRASE. La formazione degli insegnanti è molto importante e non può essere esaurita dalla lettura di qualche pagina web. Esistono altri siti dove trovare informazioni, unità didattiche e segnalazioni di seminari o corsi su questo argomento. |
Cos’è il Cooperative learning in breveIl cooperative learning è un metodo didattico, poi scopriremo che è molto di più, che permette di far lavorare gli studenti in gruppo facilitando, nel contempo, l’acquisizione di abilità sociali. Quindi è un sistema che permette di apprendere sia contenuti disciplinari che comportamenti sociali di collaborazione e cooperazione. È un metodo di insegnamento a mediazione sociale di tipo orizzontale (vengono strutturati i compiti perché siano gli alunni a lavorare autonomamente tra loro). L’apprendimento è sicuramente un processo attivo individuale ma perché questo possa avvenire è importante che il processo sia condiviso e vissuto socialmente. Richiede all’insegnante di agire in modo diverso, cioè di assumere un ruolo diverso all’interno della classe. Il CL, per funzionare bene, ha bisogno di un clima di classe cooperativo (non che bisogna aspettare di averlo per poter cominciare a lavorare con il CL, visto che esso stesso contribuisce a creare un certo clima di classe). Il clima cooperativo non lo si crea solo perché facciamo lavorare gli studenti con le tecniche di CL, ma perché all’interno della classe c’è un sistema organizzativo routinario che favorisce un buon clima. Il CL non è un metodo adatto solo per le scuole elementari, ma è stato promosso e sperimentato in tutte le fasce di età e di gradi di istruzione. Non voglio però mettere troppa carne al fuoco, né mettere paura dando il messaggio che il CL sia difficile, che funzioni solo con pochi (insegnanti o alunni che siano) e in condizioni ideali (la classe perfetta). Nelle prossime pagine cercherò (tempo permettendo) di spiegare meglio di cosa si tratta. |
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I principali autori sono R&D Johnson, Slavin, Sharan, Cohen
In Italia Mario Comoglio
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