VILLA SAVOIA

Le Corbusier, pseudonimo di Charles- Edouard JEANNERET-GRIS, architetto, scrittore d’ arte, pittore e scultore francese di origine svizzera (La Chaux-de-Fonds 1887 - Roquebrune-Cap-Martin, Alpi Marittime, 1965). A quattordici anni entrò nella Ecole d’ art di La Chaux-de-Fonds per la formazione professionale degli incisori di casse d’ orologi. Nel 1907 compì un lungo viaggio in Italia e in Austria,  nel 1908 fece parte del gruppo di pittori e scultori cubisti.

  

Nel 1923 pubblicò " Verso un’ architettura", contributo fondamentale alla trasformazione del pensiero architettonico del XX sec.; nel libro è contenuta la famosa definizione: "L’ architettura è un gioco sapiente e meraviglioso di volumi composti sotto la luce" , espressione del lirismo logico di Le Corbusier, che sarebbe stato più tardi consacrato in "Quando le cattedrali erano bianche" (1937). Progettò inoltre numerosi piani urbanistici e territoriali, non realizzati, e partecipò attivamente ai CIAM (Congressi internazionali d’ architettura moderna) a conclusione dei quali redasse la cosiddetta Carta d’ Atene, che comparve anonima nel 1941, documento fondamentale per la definizione del concetto di zonizzazione, destinato ad avere grande influenza sulla legislazione urbanistica successiva di molti paesi tra i quali in particolare l’ Italia e la Francia. Dopo la morte sopravvive l’insegnamento della sua opera nella Maison La Roche, una delle sue prime opere a Parigi, che è stata restaurata e adibita a Fondation Le Corbusier. L’ intera documentazione della produzione di Le Corbusier è stata raccolta nell’ Opera completa, edita a Zurigo

                 

Nel 1928 Pierre Savoye amministratore di una compagnia di assicurazioni, incarica Le Corbusier di costruire una residenza estiva su un terreno acquistato a Poissy, a trenta chilometri da Parigi. Il terreno si trovava in aperta campagna, su una collina, circondato da alberi di alto fusto che lo isolano sulla strada di accesso. Dalla collina si può godere della vista sulla vallata della Senna. Libero di distribuire la pianta senza condizionamenti di una parcella urbana, L.C. organizza i quattro lati della casa in funzione del panorama e dell'orientamento del sole. Al piano terreno trovano posto gli ambienti di servizio, l'ingresso all'abitazione e l'area di manovra dell'automobile insieme alla sua rimessa. Al primo piano gli ambienti giorno e notte, articolati in funzione della vista panoramica e la fruizione del giardino sospeso sul grande terrazzo. La villa costruita è completamente "trasparente" e aperta in tutte le sue direzioni in quanto vi è un continuo gioco tra gli spazi interni e gli spazi esterni, queste relazioni si basano su una continuità spaziale resa possibile dal percorso architettonico che l'attraversa.

       La casa sulla cascata         Casa Ghery