Design, funzionalità e comunità: nasce la nuova residenza Santa Margherita per le studentesse e gli studenti di Trento
«Investire nella residenzialità universitaria significa investire nella capacità del Trentino di attrarre e accogliere studentesse e studenti che qui hanno la possibilità di costruire il proprio percorso di studio e di vita. Per questo stiamo lavorando per aumentare in modo significativo l’offerta di alloggi dedicati agli studenti, con quasi 38 milioni di euro di finanziamenti provinciali destinati agli interventi in corso e in programma, per un totale di 703 nuovi posti letto tra pubblico e privato. Nel medio periodo saranno disponibili 515 posti nelle nuove residenze di Piedicastello, San Bartolameo e nell’area ex Manifattura di Rovereto, mentre altri 188 posti arriveranno a breve grazie agli interventi promossi da soggetti privati con il sostegno della Provincia. È un’azione che tiene insieme diritto allo studio, attrattività del sistema universitario e una risposta concreta alla questione dell’abitare, contribuendo ad alleggerire la pressione sul mercato e a rendere il Trentino più accessibile per chi vuole costruire qui il proprio futuro». Così il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico, università e ricerca Achille Spinelli.
«Santa Margherita rappresenta l’idea di diritto allo studio che abbiamo voluto interpretare e concretizzare in questi anni», spiega il Presidente di Opera Universitaria, Fulvio Cortese. «Non un semplice alloggio, ma una proposta pensata per vivere e condividere spazi curati nei minimi dettagli, secondo una nuova idea di ospitalità che coniuga design e funzionalità. Un investimento che unisce bellezza, utilità e integrazione urbana, e che ci consente soprattutto di ampliare l'offerta di servizi per le nostre studentesse e i nostri studenti, con una nuova e ampia mensa, gestita da Risto3, pensata sia per i pasti sia per lo studio e la socialità, insieme a 50 nuovi alloggi in una zona strategica della città».
Un intervento che si colloca all’interno di un percorso lungo e complesso, come precisa il direttore di Opera Gianni Voltolini: «Negli ultimi anni, Opera ha impresso una forte accelerazione sul fronte della residenzialità universitaria, cogliendo ogni opportunità per ampliare l'offerta a disposizione degli studenti, sia in termini numerici ma anche come presenza sul territorio, attraverso soluzioni abitative diffuse, capaci di rispondere con efficacia alle differenti esigenze della comunità universitaria. Questo percorso si è sviluppato attraverso la realizzazione di nuove strutture, ma anche tramite gli strumenti del DM 481 che, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, hanno già portato all'ingresso di 100 nuovi alloggi, a cui si sommano ora i 50 posti di Santa Margherita, arrivando così ad un’offerta complessiva di oltre 1300 posti».
«Questa nuova residenza studentesca si inserisce in un quadro di impegni più ampio, volto a garantire concretamente il diritto allo studio in un momento in cui la residenzialità universitaria sta diventando sempre più onerosa per le famiglie – commenta Flavio Deflorian, Rettore dell’Università degli Studi di Trento. Non basta essere un ateneo efficiente, costantemente al vertice delle classifiche, con un’offerta formativa di qualità e un’ottima attività di orientamento, se poi chi sceglie Trento riscontra difficoltà nel reperire un alloggio a costi accessibili. La nostra è una realtà con caratteristiche uniche: circa il 70% della popolazione studentesca è fuori sede e ha bisogno di una soluzione abitativa, comprese le studentesse e gli studenti che provengono dalle valli del nostro territorio e senza un alloggio a Trento dovrebbero affrontare quotidianamente distanze e tempi di percorrenza importanti. Allo stesso tempo, gli studentati non devono essere considerati dei semplici tetti sotto cui dormire, ma veri e propri spazi di vita, luoghi in cui sperimentare la comunità, l'interazione sociale e la crescita personale. La struttura di Santa Margherita possiede la qualità architettonica, i servizi e la tecnologia adatti a diventare un punto di riferimento inclusivo per le studentesse e gli studenti di tutto il nostro Ateneo».
«Trento è orgogliosa di essere da sempre un polo universitario capace di attrarre studentesse e studenti, la cui presenza è una ricchezza per tutto il territorio. Ma attrarre è anche una responsabilità: serve accompagnare questa crescita con soluzioni abitative pensate per gli studenti, in un momento in cui il tema della casa è molto sentito dalla comunità. È anche per questo che, come amministrazione, auspichiamo che gli studentati non siano mondi a parte, ma basi da cui partire per costruire relazioni significative con il quartiere e con la città. La nuova struttura di Santa Margherita va in questa direzione, ed è per questo che ringraziamo chi l’ha pensata e realizzata», queste le parole di Giulia Casonato, Assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione.
Una soluzione architettonica, dunque, pensata per incardinarsi nella città, come risulta dalla descrizione dell’architetto Luciano Eccher, Progettista e coordinatore del team di progetto e direttore dei lavori: «Abbiamo optato per una soluzione architettonica che mettesse in risalto il carattere introverso dell’edificio, ossia mostrare tutte le sue novità solo sui fronti interni del lotto, cercando di mantenere inalterato il rapporto con Via Santa Margherita e gli edifici che vi si affacciano. Un legame tra dentro e fuori espresso anche dai sette listelli colorati, che identificano i sette appartamenti attraverso le tonalità delle terre ispirate ai colori di Opera Universitaria. È un'opera che unisce bellezza, sostenibilità ed efficientamento energetico: rispondendo alle direttive di Opera, abbiamo eliminato le fonti fossili aderendo al protocollo di decarbonizzazione, per migliorare le prestazioni del complesso».
Una struttura progettata e curata in ogni dettaglio, come spiega l'architetto Davide Feltrin dello studio Burnazzi Feltrin Architetti, progettista e direttore lavori incaricato degli arredi interni, esterni e dell'illuminazione dello studentato e della mensa Santa Margherita: «Nella mensa si è voluto ricreare un ambiente domestico, attraverso l'uso di finiture e colori tenui, rilassanti e accoglienti, veicolando l'attenzione sui corpi illuminanti rossi a luce diretta e indiretta, sospesi sopra i tavoli e sulle scritte luminose dal sapore vintage che rimandano a contesti informali e giovanili. Negli alloggi l'uso delle boiserie e dei soffitti colorati ha permesso di rendere unitari gli ambienti, legando tra di loro gli arredi presenti, optando, anche in questo caso, per l’uso di materiali con finiture a colori caldi, presenti in parte nella mensa».
Immagini e interviste a cura dell'Ufficio stampa
Vicepresidente Achille Spinelli
Rettore Università di Trento Flavio Deflorian
Presidente opera universitaria Fulvio Cortese
Immagini