Gerosa: “Spazi scolastici luoghi di crescita e relazioni”

L’assessore al seminario di apertura dell’anno formativo, rivolto ad insegnanti delle scuole dell’infanzia provinciali, educatori di asili nido e tagesmutter. In 1.500 tra presenti e collegati da remoto
“Quello di oggi è un momento importante di formazione e di relazione dentro cui diversi servizi si incontrano, un momento di crescita professionale con al centro sempre i nostri bambini. Il tema scelto è quello dell’abitare lo spazio, inteso non solo come luogo fisico ma anche di crescita nelle relazioni, aspetto a cui guardiamo con un'ottica di sviluppo e innovazione. Sappiamo quanto la didattica passi dai luoghi di apprendimento, che per il mondo dell’infanzia assumono valori e significati diversi a seconda di come sono vissuti, esplorati, abitati. Buon inizio percorso a tutti i bambini, alle professioniste e al personale che lavora nelle nostre scuole dell’infanzia, nei nidi e nelle strutture di tagesmutter”. Così l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa, intervenuta questo pomeriggio al seminario di apertura dell’anno formativo 2026-2027 rivolto agli insegnanti delle scuole dell’infanzia provinciali, agli educatori del sistema dei servizi educativi della prima infanzia, tagesmutter e coordinatori pedagogici.
Nell’auditorium Sant'Orsola a Cirè di Pergine cinquecento educatori ed esperti, oltre ai mille collegati da remoto, si sono confrontati sul tema “Architetture del possibile: abitare la complessità”, un momento di formazione ed informazione organizzato dal Servizio attività educative per l'infanzia tramite l'Ufficio pedagogico-didattico della Provincia autonoma di Trento.

Nel corso del seminario si è approfondita la necessità di riflettere sulla complessità e sull'incertezza che caratterizzano il nostro tempo, trasformandoli in opportunità per generare innovazione, apprendimento e collaborazione. Il momento formativo ha puntato l’attenzione sul ruolo fondamentale degli ambienti di apprendimento, spazi che accolgono e sono vivi grazie alle relazioni. Si è parlato di come superare gli schemi tradizionali per creare spazi aperti, flessibili e accoglienti, pensati per stimolare l'autonomia, l’esplorazione e le potenzialità dei bambini. Il cuore della riflessione è stato il legame tra pedagogia e architettura: ogni spazio scolastico, infatti, non è mai neutro, ma trasmette un preciso messaggio educativo e può diventare una risorsa preziosa per la crescita.

Hanno portato i loro saluti anche il dirigente del Servizio attività educative per l’infanzia Livio Degasperi e la direttrice dell’Ufficio pedagogico-didattico dei servizi per l’infanzia, Caterina Fruet, che hanno ricordato l’inizio, ieri, dell’anno educativo per i nidi e, domani, l’avvio dell’anno scolastico per le scuole dell’infanzia. Quello di oggi, hanno sottolineato, è uno spazio formativo per valorizzare il personale, accompagnare l’innovazione e aumentare la qualità del sistema dei servizi educativi per l’infanzia, che proseguirà con altri momenti nel corso dell’anno.

Il pomeriggio, animato dallo spettacolo di giochi, luci e colori dell’artista Nicolò Nardelli, è proseguito con gli interventi di Vivaldo Moscatelli, manager in gestione delle complessità, Maja Antonietti, professoressa associata in didattica e pedagogia speciale e Mao Fusina, architetto degli ambienti di apprendimento.

Fotoservizio e filmato a cura dell’ufficio stampa

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