Con il termine di didattica a distanza si indica un percorso educativo mediato dal computer e da Internet in cui il docente organizza le attività in un percorso online a cui gli studenti accedono in modo autonomo, in tempi e spazi personali. I contenuti proposti devono offrire la possibilità di svolgere quelle attività cognitive funzionali all’apprendere: riflettere, rielaborare, sintetizzare e analizzare. Il grado di interattività e la richiesta di compiti collaborativi rendono attivi e partecipativi gli studenti. La videoconferenza, largamente utilizzata in questo periodo, è una delle modalità per entrare in contatto con gli studenti, accanto ad altri strumenti sincroni e asincroni, disponibili nelle varie piattaforme. Si tratta di organizzare un curricolo leggero, impostato sugli assi fondanti della disciplina e articolato in moduli, lezioni collegate tra loro, ma che abbiano una consistenza propria e in cui l’apprendimento sia evidente e che diano allo studente la percezione dei progressi fatti. Le spiegazioni e i punti nodali di un argomento devono essere sempre accessibili allo studente in modo che possa rivedere un argomento o anticipare quello che si farà. Per questo è importante fornire una repository con i materiali video, audio, grafici, foto e da leggere degli argomenti svolti. Il punto fondamentale è quello di dare la possibilità non più quindi un tempo uguale per tutti, ma tempi diversi per ciascuno, nel rispetto della nostro essere diversi.

 

Approfondimenti

The school must go on: le sfide della didattica a distanza

Intervista a Gabriele Benassi, docente Docente di Italiano presso le scuole Pepoli di Bologna e consulente della Viceministra all’Istruzione Anna Ascani, Benassi. acconta la situazione dall’ampia prospettiva ministeriale.

Didattica a distanza: aspetti comunicativi e relazionali
Webinar eTwinning
Relatore: Maria Ranieri, Università di Firenze

Ambienti di apprendimento

Come è evidente la lezione veicolata a distanza ha una strutturazione diversa con tempi più brevi e modalità di interazione diversi. I tempi di attenzione e la concentrazione richiesta sono più intensi e quindi la prima “raccomandazione” è quella di non riprodurre lo schema di progettazione della lezione in classe con quella online, lo stesso vale per l’orario, non si può pensare di far rimanere i ragazzi davanti ad uno schermo un’intera mattinata. La videolezione deve essere più breve (tra il 30 e 40 per cento della lezione in classe). L’attenzione dopo pochi minuti cala e quindi bisogna tenerne conto organizzando la lezione con una serie di micro attività in modo da variare la tipologia di impegno richiesto agli studenti. Un altro punto importante è quello è quello della necessità di dare continuità e di programmare una comunicazione puntuale, anche se breve, affinché i ragazzi non si sentano soli e possano avere un docente del consiglio di classe di riferimento.

 

Approfondimento

Processi di apprendimento sempre più mutevoli: gli apprendimenti mediati dalle tecnologie digitali

Webinar realizzato da eTwinning in collaborazione con Generazioni connesse.
Relatori: M. Ranieri e P. Rivoltella

Privacy

Indire ha pubblicato la registrazione del webinar Didattica a distanza e tutela della privacy. Norme, prassi e questioni aperte organizzato il 5 maggio 2020, da Indire, Fondazione Agnelli e Studio Legale EY.

Nel corso dell’incontro, gli esperti hanno toccato vari aspetti collegati all’uso delle piattaforme educative e dei prodotti digitali in termini di protezione dei dati sensibili e tutela della privacy.

 

Diritti d'autore

Nell'articolo pubblicato dal Cremit si fa riferimento alla legge n. 633 del 22/04/1941 che tutela il diritto d'autore di cui il garante è la SIAE. In questa normativa si rende esplicito che, a meno che non vi sia un'autorizzazione personale dell'autore o l'opera sia tutela dell'umanità l'opera permane diritto dell'autore fino a 70 anni dopo la sua morte oppure anche permanentemente. La legge , essendo molto datata non poteva prevedere un uso relativo alla didattica a distanza. dove , anche se il docente condivide in una piattaforma l'opera poi la diffusione non può essere controllata. Il 19/03/2019 il parlamento europeo ha approvato una direttiva UE che regolarizza i diritti in rete e tiene conto dell'uso in ambito didattico. Tale norma dovrebbe essere recepita dall'Italia entro l'anno. Fino a questo momento l'unico modo per tutelare l'opera è quello del Creative Commons CC, legati alla clausola non commerciale, che possono essere utilizzati dagli insegnanti per condividere le opere create dagli studenti.

 

Approfondimenti e dettagli nell'articolo: Diritti d'autore e creative commons a scuola

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