Concluso il convegno su autismi e inclusione scolastica

Più di 500 gli iscritti in presenza e a distanza
Si è svolto nel fine settimana, presso il Centro Studi Erickson di Trento, il convegno dal titolo “Autismi e inclusione scolastica in presenza e a distanza”. L’iniziativa, realizzata dall’Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa (IPRASE), in collaborazione con Edizioni Centro Studi Erickson e ODFLab-Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento, ha costituito un’importante occasione di confronto tra insegnanti ed esperti, per fare il punto sullo stato dell’arte, a dieci anni dalla realizzazione dei Percorsi di accompagnamento esperto dei consigli di classe che lavorano con studenti con disturbo dello spettro autistico.
Nel corso del convegno, tutti gli intervenuti, seppure con accentuazioni diverse, hanno sottolineato il ruolo fondamentale della sinergia inter-istituzionale per intercettare il più efficacemente possibile i bisogni dei bambini e dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico, e delle loro famiglie, e sostenerli al meglio nei loro percorsi e progetti di vita.

Il convegno è stato aperto dal direttore di IPRASE Luciano Covi che ha fornito alcuni dati, molto significativi, riguardanti la molteplicità delle iniziative intraprese nel corso dei dieci anni di realizzazione dei Percorsi di accompagnamento esperto dei consigli di classe che lavorano con studenti con disturbo dello spettro autistico, e la notevole partecipazione registrata da parte di docenti, assistenti educatori, dirigenti scolastici e personale non docente della scuola trentina. 

Luciano Covi ha poi passato la parola alla dirigente del Servizio Istruzione, Monica Zambotti, per i saluti istituzionali in rappresentanza dell’Assessorato all’istruzione e del Dipartimento istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento. 

Ha preso poi la parola Dario Ianes, co-fondatore del Centro Studi Erickson di Trento e docente ordinario di Pedagogia e didattica dell’inclusione all’Università di Bolzano, che ha focalizzato il suo intervento sugli indicatori fondamentali di qualità della scuola inclusiva. 

A seguire, Maria Luisa Scattoni, ricercatrice presso il Servizio di Coordinamento e Supporto alla Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo, il network Italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico, ha fornito una dettagliata panoramica delle azioni messe in campo a livello nazionale, puntando particolarmente l’attenzione sulla necessità di definire e realizzare effettivi “percorsi di cura integrati”. 

Paola Venuti, prorettrice con delega alla didattica dell’Università di Trento, nella sua relazione ha focalizzato invece l’attenzione su alcuni elementi fondamentali quali: l’importanza della scuola come ambiente preferenziale per il trattamento psicoeducativo del bambino o ragazzo con autismo; la necessità di un vero lavoro di rete e di qualità per agire sul contesto, a vantaggio di tutta la classe; il ruolo fondamentale della ricerca anche per  misurare con strumenti adeguati l’efficacia degli interventi. Mentre, Corrado Barone, dirigente medico dell’Unità Operativa di Neuropsichiatra Infantile 2 dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, ha incentrato il suo intervento sull’importanza del lavoro con i pediatri per abbassare l’età di diagnosi e migliorare di conseguenza l’efficacia terapeutica. Barone ha parlato inoltre dell’importanza per la neuropsichiatria di aprirsi ancor più alla scuola e agli altri servizi del territorio e della necessità di un progetto psico-educativo integrato, formando e orientando tutti gli adulti che nell’arco della giornata hanno a che fare con il bambino/ragazzo ASD, che deve sempre incontrare adulti competenti e coordinati. 

Ha concluso la sessione dedicata agli interventi degli esperti Fiorenzo Laghi, direttore del Dipartimento di Psicologia dei processi di Sviluppo e Socializzazione della Sapienza, Università di Roma, che ha posto l’accento sull’attenzione al progetto di vita dalla scuola al mondo del lavoro, citando il progetto “Pensami adulto” della Regione Lazio e illustrando, anche attraverso un video molto significativo, gli elementi chiave che possono favorire il progetto di vita: il coinvolgimento dei genitori, il lavoro di rete a scuola, la conoscenza corretta della neurodiversità, esperienze di pratica sul campo per sviluppare abilità prelavorative e il monitoraggio dei singoli percorsi. 

La giornata seguente è stata aperta dalla visita alle “Sessioni Poster”: due sale interamente dedicate ai poster prodotti dai consigli di classe per illustrare le esperienze di inclusione scolastica e sociale generate dai “Percorsi di accompagnamento esperto”: 35 lavori, molto significativi sia per i contenuti che per la realizzazione grafica. Conclusa la visita, al ritorno in plenaria gli esperti di ODFLab hanno presentato gli elementi salienti dei Laboratori attivati negli anni per i consigli di classe all’interno dei percorsi di accompagnamento.

Nel pomeriggio invece si sono svolti quattro workshop paralleli, ognuno focalizzato su aspetti specifici: i compagni di classe come risorsa dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore; insegnanti e genitori: quale incontro possibile; indicazioni pratiche per attività e didattica inclusiva nella scuola primaria; alunni nello spettro autistico alla scuola secondaria di primo e secondo grado: strategie operative per la socialità e la qualità di vita. 

Il Convegno si è chiuso con la “premiazione” da parte della Sovrintendente scolastica Viviana Sbardella di alcune esperienze di inclusione scolastica e sociale e con le riflessioni conclusive di Monica Zambotti e Paola Venuti, nell’auspicio condiviso che tutto quanto maturato in questi dieci anni possa davvero divenire azione di sistema.

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