Educatori professionali, Tonina al convegno di Rovereto

"Figure fondamentali per il welfare e la coesione delle comunità", così l'assessore provinciale
L’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina ha portato questa mattina il proprio saluto al convegno “Formare educatori professionali. Con i più fragili una sfida per il cambiamento personale e comunitario”, ospitato a Palazzo Piomarta a Rovereto e promosso dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell'Università di Trento in occasione del ventesimo anniversario del corso di laurea in Educazione professionale attivo nella città della Vallagarina e dei quarant’anni dall’avvio della formazione in Trentino. L'obiettivo era condividere studi e ricerche sull'evoluzione della professione dal 1986 a oggi e riflettere sui valori che ispirano il mondo dell'educazione e della cura.

Ad aprire il convegno vi erano il rettore dell'Università degli Studi di Trento Flavio Deflorian, la sindaca Giulia Robol, che ha portato il saluto del Comune di Rovereto, e il direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive Gianluca Esposito.
Nel suo intervento l’assessore Tonina ha sottolineato il valore strategico della figura dell’educatore professionale per il sistema di welfare territoriale, ricordando come il Trentino, grazie alla propria storia di cooperazione, volontariato, impegno civico e alla propria Autonomia speciale, rappresenti da tempo un punto di riferimento nazionale in ambito educativo e sociale. Una professione, ha evidenziato Tonina, che assume oggi un ruolo ancora più centrale di fronte alle nuove fragilità della società contemporanea: dalla povertà educativa e relazionale all’isolamento di molti giovani, fino alla sfida dell’inclusione delle persone con disabilità.
Tonina ha quindi richiamato alcune importanti riforme in corso – dalla nascita dell'Asuit condivisa con l'Università alla riorganizzazione della sanità territoriale con le Case della Comunità, dalla riforma della disabilità al rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria – nelle quali la componente educativa e sociale rappresenta un elemento fondamentale per costruire percorsi di cura e di accompagnamento più vicini alle persone e alle comunità.
Nel suo saluto l’assessore ha anche ricordato l’impegno concreto della Provincia nel sostenere il lavoro nel Terzo settore. Lo scorso anno la Giunta provinciale ha infatti aggiornato il riparto del fondo istituito con la legge provinciale 9/2024 per riconoscere i maggiori oneri derivanti dal rinnovo dei contratti di lavoro del comparto, portando le risorse complessive a 45 milioni di euro per il triennio: "Un intervento – ha sottolineato Tonina – che mira a valorizzare il lavoro delle professioniste e dei professionisti impegnati nei servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi, riconoscendone il ruolo fondamentale nella costruzione del welfare trentino". Quindi l'impegno forte dell'Assessorato nella prevenzione e nella promozione degli sani stili di vita, fondamentali di fronte "alla sfide che ci aspettano, l'invecchiamento della popolazione e il calo demografico, uniti al tema della carenza di personale, trasversale fra sanità e sociale. Proprio per questo dobbiamo lavorare sempre di più per rendere le professioni attrattive e per costruire un welfare che sia sempre più integrato fra tutti comparti". 
Infine, un pensiero è stato rivolto alla memoria di Stefano Bertoldi, cui è dedicato il premio per le migliori tesi di laurea in Educazione professionale consegnato nel corso della giornata: "in un contesto segnato da conflitti, riaffermare i valori della non violenza, della vicinanza ai più fragili, della solidarietà, credo sia un atto di responsabilità civile e di questo vi ringrazio: Bertoldi ha dato tanto al nostro territorio e questo è un davvero un riconoscimento importante", ha concluso Tonina.
Durante la mattinata sono seguiti gli interventi di: Dario Fortin, referente dell'evento e docente al Dipsco, che ha ripercorso la storia della formazione trentina, di Marco Dallari, già docente all’Università di Trento, che ha portato un'analisi della dimensione metodologica ed epistemologica della professione e di Fabio Folgheraiter, dell'Università Cattolica di Milano, con un approfondimento sulle sfide del ruolo di "guida relazionale" nel quarantennio 1986-2026. Quindi una tavola rotonda dedicata alle prospettive e alle sfide che attendono la professione nei prossimi vent'anni, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali. 
Nel pomeriggio è prevista una sessione di presentazioni di lavori tematici su quattro aree specifiche: sociosanitaria, psicologica e pedagogica, sociologica e dei diritti umani, biomedica e di promozione della salute.

Immagini a cura dell'Ufficio stampa

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