I boschi dopo Vaia, "lezione" dei Forestali sul Doss Trento agli allievi dell'Arcivescovile

Feste degli alberi 2019, piantato dagli studenti un giovane sorbo degli uccellatori, pianta simbolo di biodiversità
Cosa sta accadendo nei boschi del Trentino dopo la tempesta Vaia del 29 ottobre scorso e quali sono le ipotesi ed i progetti in corso di definizione per ripristinare le funzioni fondamentali delle foreste danneggiate? E' quanto hanno spiegato i Forestali ad un gruppo di 150 studenti e studentesse dell’Arcivescovile di Trento incontrando i ragazzi in cima al Doss Trento. L'incontro con le scuole primarie e secondarie di primo grado è un appuntamento ormai fisso per il personale del Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento, un incontro che si rinnova ogni anno in occasione delle Feste degli alberi.

Quest'anno, dopo la tempesta Vaia, le feste degli alberi hanno assunto un significato del tutto particolare. Il danno arrecato alle nostre foreste è stata l'occasione per molti, a partire dai giovani, per comprendere il valore del bosco. Non si tratta infatti solo di garantire la produzione di legname da costruzione e di legna da ardere, quel che è in gioco sono anche la protezione dei versanti dal pericolo di caduta massi e distacco valanghe e, niente affatto secondaria, la tutela della biodiversità. Quest’ultima infatti trova la sua massima espressione nel bosco, nelle aree umide e soprattutto nelle zone di margine, i cosiddetti “ecotoni”, come per esempio nel passaggio da bosco a prato o ad area coltivata. 

Sul Doss Trento gli studenti e studentesse dell’Arcivescovile hanno dunque potuto assistere ad una lezione nel bosco con insegnanti particolari, quelli che portano la divisa del Corpo forestale provinciale, che hanno fatto comprendere loro i molti valori del bosco e quanto la nostra vita, specie in un territorio di montagna prevalentemente coperto da foreste, dipenda e sia influenzata, nel bene e nel male, dalle foreste. Con un gesto simbolico i ragazzi hanno piantato sul Doss Trento un giovane sorbo degli uccellatori. Questa pianta, simbolo di biodiversità, occhieggia nella massa scura delle conifere con i caratteristici delicati fiori bianchi in primavera e le bacche rosse in autunno, ed anche nei mesi invernali offre alimentazione indispensabile ad un’ampia varietà di uccelli, garantendone la sopravvivenza.

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