L’Ateneo dei Racconti, edizione record tra teatro e scrittura
Delle dieci storie in gara, quattro hanno conquistato il pubblico guadagnandosi l’accesso alla finale: La maniglia rossa di Emma Sueri, Domani mi sveglio e metto tutto a posto di Riccardo Comper, Una stanza vuota di Alessia Angelini e Merenda di Andrea Zaniboni e Francesca Zucchini. Proprio queste opere hanno dato vita a una serata conclusiva intensa e partecipata, in cui scrittura e performance si sono intrecciate con grande efficacia.
A distinguersi in modo particolare è stato il lavoro di Riccardo Comper, il cui Domani mi sveglio e metto tutto a posto ha convinto sia la giuria critica per la performance sia la giuria letteraria studentesca, oltre a ricevere il riconoscimento della giuria popolare presente in sala.
Sul versante strettamente letterario, la giuria ha invece premiato Il secondo caruso di Teresa Friscia, riconoscendone la solidità narrativa e la sensibilità con cui affronta il tema della crescita, dei legami familiari e dello scorrere del tempo.
Accanto ai premi principali, non sono mancate le menzioni speciali, con il riconoscimento all’idea ironica e sorprendente di Da cane a Cannes di Vincenzo Rubino, alla presenza scenica di Camilla Rugolotto in Fuochi d’artificio e alla struttura solida e coinvolgente de Il secondo caruso.
Tante emozioni, dunque, in una serata in cui i diversi linguaggi artistici hanno dialogato tra loro in modo naturale e coerente. Teatro, musica, ballo, effetti scenici, video si sono combinati perfettamente, grazie all’impegno e al lavoro dei professionisti coinvolti nel progetto, ma soprattutto all’entusiasmo e alla freschezza dell’Associazione studentesca ATU, che si conferma uno dei punti di riferimento per le studentesse e gli studenti universitari che desiderano avvicinarsi al mondo del teatro.
Come racconta Lorenzo Caviglia, presidente dell’Associazione Teatrale Universitaria, “L'edizione appena conclusa conferma un'idea che attraversa il progetto fin dall'inizio, cioè che la creatività non sta dentro le persone, ma tra di loro. E l’Ateneo dei Racconti vive proprio in questo spazio: quando un racconto, scritto in solitudine, diventa lavoro di gruppo. Un processo che ogni anno sorprende anche chi lo organizza".
La quindicesima edizione si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo, confermando L’Ateneo dei Racconti come uno spazio vivo di sperimentazione, capace di dare voce a nuove storie e nuovi talenti.
“Vedere il nostro teatro così gremito di giovani è per noi un motivo di grande orgoglio, a dimostrazione che la nostra idea di diritto allo studio, ampia e inclusiva, che comprende anche la cultura e lo sport come elementi centrali per la costruzione di una comunità studentesca partecipe e coinvolta, è stata una scommessa vincente”, ha dichiarato il direttore di Opera Universitaria Gianni Voltolini, portando i saluti dell'Ente ai partecipanti.