Prove INVALSI

Test a risposta chiusa o aperta, per la rilevazione e misurazione dei livelli di apprendimento in particolare in Italiano, Matematica e Inglese

Che cosa sono

Le prove INVALSI sono test standardizzati composti da quesiti a risposta chiusa o a risposta aperta univoca. Sono cioè costruiti secondo procedure codificate e trasparenti, la cui correzione - e il conseguente punteggio da attribuire - è indipendente dal correttore. Queste caratteristiche rendono possibile la somministrazione delle prove ad un grande numero di soggetti ma, d’altro canto, permettono di misurare solo determinati aspetti dell’apprendimento. Tali aspetti sono individuati e spiegati nei Framework o Quadri di Riferimento (QdR). Le prove sono censuarie e riguardano discipline ritenute essenziali per la formazione di ogni cittadino: l’Italiano, la Matematica e, per alcuni gradi scolastici, l’Inglese. Il compito di costruire, validare, somministrare e restituire i risultati delle prove è affidato all’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione).

Storia in breve

L’INVALSI è stato istituto nel 1999 come erede del precedente Centro Europeo dell’Educazione (CEDE). È un ente di ricerca con personalità giuridica di diritto pubblico ed è sotto la vigilanza del MIUR che, con direttive annuali o triennali, individua le priorità strategiche delle quali l'Istituto tiene conto per programmare la propria attività (l’ultima è la Direttiva n.11, 9 sett. 2014). Dal 2000 al 2004, mentre a livello internazionale continuavano le ricerche IEA e si promuovevano rilevazioni OCSE-PISA, a livello nazionale si è avviato il processo per la realizzazione di rilevazioni annuali sugli apprendimenti; tali rilevazioni erano inizialmente a livello campionario. Dal 2004 al 2007, sulla base delle esperienze internazionali, sono state somministrate prove spesso facoltative in alcuni livelli e discipline e si sono poste le basi per la costruzione di prove validate e riferite a specifici quadri di riferimento. Con la legge n. 147 del 2007 è stata introdotta una Prova Nazionale nell'Esame di Stato al termine del primo ciclo e, da quel momento, cioè dal 2008, sono stati ampliati i quadri di riferimento, aumentati e formati gli autori delle prove, ridefiniti i processi di costruzione dei test e della loro validazione. Le prove sono state inoltre somministrate in modo censuario. Con il D.L. 62/2017 le prove Invalsi sono indicate come attività ordinarie di istituto, il loro ruolo all'interno della valutazione degli alunni è stato ridefinito e, in tal senso, la prova dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado è stata tolta dall'Esame di Stato e anticipata ad aprile.

Prove INVALSI e valutazione in classe

Per poter essere somministrate ad un grande numero di soggetti le prove standardizzate devono rispettare procedure precise e delimitare in modo specifico gli ambiti di indagine. Pertanto le prove INVALSI non possono valutare tutte le competenze degli alunni nelle discipline indagate, ma solo le abilità dichiarate nei Quadri di Riferimento. Non sostituiscono quindi le valutazioni di altro tipo che sono di competenza dei docenti delle singole classi. Se correttamente intese e interpretate con riferimento ai contesti specifici gli esiti delle prove possono, tuttavia, integrare in alcuni ambiti la valutazione di competenza dei singoli docenti. Sulla base dei limiti e delle possibilità valutatorie appena descritte, le prove INVALSI non costituiscono un giudizio estraneo ai piani didattici delle scuole o un metro per stilare graduatorie tra docenti o scuole, ma vanno utilizzate, assieme ad altri strumenti, per monitorare e migliorare i processi di insegnamento e apprendimento. È pertanto poco utile esercitare gli alunni facendo loro eseguire molti test INVALSI del passato o test simili a quelli INVALSI. Serve piuttosto dare serenità agli studenti, svolgere la propria programmazione tranquillamente sulla base delle Indicazioni Nazionali e Provinciali, fare riferimento ai QdR delle prove e, per inglese, agli esempi di lettura e ascolto proposti da INVALSI e basati sulla nuova versione del QCER. A breve anche i test di Inglese saranno costruiti da docenti di inglese appositamente formati e saranno quindi contestualizzate rispetto alle caratteristiche della scuola italiana.

Il percorso che ha portato alla costruzione di un Sistema Nazionale di Valutazione con procedure e metodologie rigorose è stato lungo soggetto a polemiche e spesso interrotto da battute di arresto. Al momento attuale è tuttavia giunto ad una situazione di consolidamento apprezzata in ambito internazionale che permette di confrontare alcuni risultati del sistema scolastico italiano con i livelli e le pratiche europee. Tale situazione ha però bisogno di costante sostegno e di sviluppo.

Gli obiettivi delle prove e la restituzione dei risultati

Le prove INVALSI hanno lo scopo di realizzare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti in alcune discipline e in taluni momenti del loro percorso scolastico e sono volte ad accertare i livelli generali e specifici di apprendimento in coerenza con le Indicazioni Nazionali e Provinciali per il curricolo. Gli scopi della rilevazione sono molteplici.

  • Rilevazione di sistema: ha l’obiettivo di dare un’immagine generale dei risultati di ogni disciplina a livello nazionale, di macroarea (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Sud e Isole) e regionale - o provinciale nel caso di Trento e Bolzano - per ogni livello e indirizzo testato. Sono riportate anche analisi sulle differenze di stato socio-economico-culturale (ESCS), genere, età, nazionalità ecc. Lo scopo è di valutare la qualità dell’istruzione per individuare strategie di miglioramento, rendere possibili confronti temporali e garantire trasparenza al sistema formativo italiano basato sull’autonomia scolastica. Le prove sono inoltre importanti per i confronti con i test internazionali (OCSE-PISA, IEA-TIMMS e IEA PIRLS). I dati della rilevazione di sistema sono presentati ogni anno a luglio tramite un “Rapporto nazionale” che si riferisce al campione di scuole in cui la regolarità della somministrazione è stata garantita dalla presenza di osservatori selezionati attraverso un bando e appositamente formati.
  • Utilizzo didattico: dal settembre successivo alla somministrazione primaverile, ogni scuola riceve per ogni disciplina i risultati del singolo istituto, di ogni classe e grado con analisi del cheating (letteralmente “imbrogliare” fa riferimento a fenomeni scorretti di copiatura ecc.) e con la comparazione con gli esiti nazionali, regionali e di macroarea. Tali restituzioni sono articolate e analitiche e comprendono, tra l’altro, l’effetto scuola e l’andamento degli ultimi anni scolastici, nonché:
    - per le prove cartacee in II e V primaria i risultati di ogni item da confrontare con le abilità cognitive sottese ad ogni domanda indicate nelle “Guide di lettura alle prove” pubblicate sul sito INVALSI
    - per le prove somministrate tramite computer (CBT, Computer Based Testing) che riguardano la classe III della secondaria di primo grado, la classe II della secondaria di secondo grado e, dal 2019, la classe V della secondaria di secondo grado, la restituzione dei dati avviene sulla base di livelli descrittivi di apprendimento raggiunti in percentuale dagli studenti di ogni classe
    Questi dati permettono un’analisi dell’andamento della scuola, delle classi e della didattica nelle singole discipline e possono diventare oggetto di un rapporto di istituto e di un rapporto di classe utili alla riflessione didattica.
  • Certificazione: sulla base degli esiti delle prove somministrate in aprile nelle III secondarie di primo grado, INVALSI predispone per l’Esame di Stato una sezione in cui sono descritti i livelli conseguiti dagli alunni nelle prove nazionali di Italiano, Matematica e Inglese (6 livelli per Italiano e Matematica; per Inglese: per lettura, 4 livelli e per ascolto 4 livelli). Tale sezione integra il modello nazionale di certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione definito dal D.M. 742/2017 (allegato B), non ha rilevanza rispetto al voto d’esame, ha carattere descrittivo e mette in luce le operazioni cognitive che l’alunno compie con riferimento alle specifiche abilità sondate dalle prove.
    Alla fine dell’Esame di Stato del ciclo secondario (giugno/luglio 2019) è prevista una certificazione sugli esiti delle prove che non sarà resa pubblica, ma sarà consegnata ad ogni studente che potrà inserirla nel proprio Curriculum Vitae.
  • Autovalutazione: i risultati delle prove INVALSI contribuiscono al processo di autovalutazione delle Istituzioni (D.L. 62/2017). Il Rapporto di Autovalutazione (RAV) è la prima fase del processo di valutazione (completato dalla Valutazione esterna, dall’Individuazione delle azioni di miglioramento e dalla Rendicontazione sociale) definito dal “Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione” (SNV, Decreto n.80 2013) che fornisce il quadro per valutare l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione allo scopo di migliorare la qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti. All’interno del RAV, elaborato delle scuole, è compresa la dimensione degli “Esiti”: un’area di tale dimensione fa riferimento ad alcuni risultati forniti alle scuole dalle prove INVALSI (ad esempio: punteggi delle prove nelle varie discipline, confronto dei punteggi con le scuole con background simile, numero e percentuale allievi per diversi livelli di competenza, variabilità dei risultati tra classi e entro le classi, valore aggiunto o effetto scuola ecc.). La dimensione degli “Esiti” ha un valore particolare all’interno del RAV di una scuola in quanto riguarda la qualità degli apprendimenti e il successo degli studenti ed è pertanto la base per la definizione degli obiettivi di miglioramento.

Come si costruiscono le prove

La costruzione delle prove INVALSI, come di tutti i test standardizzati, richiede un percorso mai inferiore ai 15/18 mesi - ma che può essere anche più lungo - e un lavoro interdisciplinare che coinvolge esperti di diversi ambiti che rinnovano costantemente la propria formazione. Espresso in modo schematizzato il procedimento è il seguente. Le prove (o “forme” per le prove CBT, cioè l’insieme delle domande che compongono ciascuna prova) sono elaborate con riferimento alle Indicazioni nazionali e provinciali e ai Quadri di Riferimento ricavati dalle stesse. Gli item sono costruiti dopo la scelta accurata degli stimoli (testi, problemi ecc.), in base a criteri precisi, pensando allo specifico scopo della domanda e alle operazioni cognitive che si intendono valutare. Dopo una prima analisi qualitativa, le prove sono sottoposte a un pretest su campioni di studenti (field trial) per valutare se i quesiti abbiano solide caratteristiche misuratorie. Gli item sono analizzati tramite la teoria classica dei test e alla Rasch analysis. Gli item vengono quindi validati o modificati o eliminati e si procede eventualmente ad un secondo pretest. Alla fine viene composta la “forma” che costituisce la prova CBT che verrà somministrata agli studenti. Le caratteristiche misuratorie dei test e altri aspetti psico-metrici vengono ogni anno resi pubblici nei vari rapporto tecnici elaborati da esperti INVALSI.

La rilevazione dell’a.s. 2018/2019 e le modalità di svolgimento

Il Calendario delle rilevazioni nel 2019 è il seguente:

II primaria (prova cartacea):

  • Italiano: 6 maggio 2019
  • Prova di lettura (solo per le classi campione): 6 maggio 2019
  • Matematica: 7 maggio 2019

V primaria (prova cartacea):

  • Inglese: 3 maggio 2019
  • Italiano: 6 maggio 2019
  • Matematica: 7 maggio 2019

III secondaria di primo grado (prova al computer - CBT):
Italiano, Matematica e Inglese:

  • classi NON campione: dall’1 aprile 2019 al 18 aprile 2019
  • classi campione: dal 9 aprile 2019 al 12 aprile 2019

II secondaria di secondo grado (prova al computer - CBT):
Italiano, Matematica

    • classi NON campione: dal 6 maggio 2019 al 18 maggio 2019
    • classi campione: dal 7 maggio 2019 al 10 maggio 2019

V secondaria di secondo grado (prova al computer - CBT):
Italiano, Matematica e Inglese:

  • classi NON campione: dal 4 marzo 2019 al 30 marzo 2019
  • classi campione: dal 12 marzo 2019 al 15 marzo 2019
Torna all'inizio